Una panchina per fermarsi ad ascoltare

di Giuseppe Iorio e Nellamaria Napolitano

A volte basta una panchina. Non per riposare, ma per fermarsi e accorgersi che accanto a noi c’è qualcuno disposto ad ascoltare.

A settembre, durante la Festa della Stella, nella parrocchia Maria SS. della Stella di Nola è comparsa la Panchina della Condivisione e del Tempo. Non l’abbiamo ideata noi da soli: l’hanno realizzata i giovani della comunità, dopo circa sei mesi di un corso condotto da Peppe, in cui si sono interrogati su cosa significhi scegliere, ascoltarsi e prendersi cura degli altri. La panchina è la loro risposta, un modo semplice per rendere visibile un principio del nostro Manifesto: condividere crea relazioni.

Accanto alla panchina la comunità ha trovato la Posta dei Desideri e la Banca del Tempo. Nella prima si lasciano bisogni e desideri, nella seconda si mette a disposizione un po’ del proprio tempo. Durante la settimana della festa abbiamo raccolto i messaggi e siamo stati presenti anche noi, per raccontare la panchina a chi passava e per offrire ascolto.

Da quei messaggi sono emerse le aree più sentite: l’essere adulti oggi, l’essere genitori, la comunicazione, il conflitto, le relazioni affettive, il benessere, la gratuità. Non abbiamo preparato un programma calato dall’alto, abbiamo provato a rispondere a ciò che la comunità ha detto.

Così è nato il percorso Essere adulti nella vita. Un percorso sull’intelligenza spirituale, otto incontri da ottobre 2026 a maggio 2027.
Non è un percorso religioso: l’intelligenza spirituale è la capacità di dare senso, di orientarsi nei propri valori e di ascoltare ciò che nella vita chiede di essere ascoltato.
Ogni incontro alterna un breve spunto a un tempo di laboratorio e di ascolto, a partire dal libro «Come te stesso» e dalle domande portate dal gruppo.

Ne ha scritto anche Monica Napolitano su inDialogo, dorso diocesano di Avvenire (27 settembre 2026), sottolineando come la Panchina nasca per superare il rischio che la formazione resti solo teorica, e come voglia diventare uno strumento permanente per intercettare i bisogni del territorio e trasformare la formazione in gesti concreti di solidarietà.  

Una panchina è un gesto piccolo che, come un sasso nell’acqua, genera cerchi sempre più larghi.
Il prossimo comincia il 22 ottobre. 

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